Roberto blog

Se passate da Venezia ne potete vedere 200:


Sono soprattutto nudi femminili di uno dei fotografi più famosi e importanti del Novecento.


Fino al 7 agosto 2016 la Casa dei Tre Oci a Venezia ospiterà la mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes che espone oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei fotografi più famosi e importanti del Novecento, conosciuto soprattutto per i nudi e per le fotografie di moda. Le immagini esposte sono quelle di tre libri pubblicati da Newton alla fine degli anni Settanta: White WomenSleepless Nights e Big Nudes.


White Women [1976] è composto da 81 immagini (per lo più nudi femminili) che introducono i temi del nudo e dell’erotismo nella fotografia di moda. Sleepless Nights [1978] raccoglie 69 fotografie tra le più famose di quelle realizzate per diverse riviste: Newton fotografava ancora le donne e i loro corpi, ma con uno stile che rimanda più ai ritratti e ai reportage che alla fotografia di moda. Big Nudes  [1981] è forse il più famoso dei suoi lavori e il più esposto nelle gallerie di mezzo mondo, con 39 gigantografie di nudi.

La campagna shock della Nuova Zelanda sulla sicurezza stradale creata dall'agenzia per il trasporto Neozelandese è di forte impatto. Il concept infatti è l'immaginarsi due uomini che, poco prima d'impattare in un terribile incidente, hanno la possibilità di parlarsi.

Uno è un padre che, troppo frettolosamente, esce da uno stop senza guardare se sopraggiungono macchine, l'altro un uomo la cui velocità è troppo elevata. Il padre di famiglia chiede all'uomo di evitarlo, perché nel sedile posteriore ha suo figlio, ma purtroppo la risposta che riceve è: "Mi dispiace, non posso farci nulla sto andando troppo veloce".

La pubblicità è un pugno allo stomaco ma dice chiaramente:"Nessuno deve pagare un errore con la propria vita. Quando guidiamo condividiamo la strada con gli altri, la velocità che scegliamo di tenere deve essere tale da evitare qualsiasi potenziale errore".



Una vita trascorsa a sentirsi dare dei pigri e poi si scopre che le difficoltà ad alzarsi il mattino hanno una causa ben diversa: L’intelligenza, secondo i ricercatori dell’università di Madrid, i quali hanno studiato i ritmi circadiani concentrandosi su quello sonno-veglia. E scoprendo, in base agli studenti osservati, che chi va a letto tardi e tardi si alza presenta una maggiore logica di ragionamento e pensieri più strutturati.

Ma non è tutto. C’è anche il fattore creatività.

Analizzato questa volta dal dipartimento di psicologia dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: I nottambuli che il mattino non metterebbero mai piede fuori dal letto risultano possedere un’immaginazione più sviluppata e capacitò di interpretazione originali.

Moltiplicare le situazioni che deviano dalle abitudini del soggetto”, spiega Marina Giampietro, che dirige i lavori di ricerca, “Incoraggia lo sviluppo di un spirito non convenzionale, adatto a trovare soluzioni alternative i problemi che si presentano. Quindi stare in piedi la notte e dormire di giorno, è assolutamente normale e funzionale. Anzi, vivere in questo modo ‘inverso’ potrebbe migliorare certe nostre qualità intrinseche”.


C’È UNA DONNA NUDA NASCOSTA IN QUESTO PAESAGGIO AUTUNNALE. L'OPERA È DEL BODY ARTIST TEDESCO JÖRG DÜSTERWALD, MAESTRO DEL CAMOUFAGE. Opere d’arte create dal corpo di una modella dipinto con i colori della natura e “nascosto” tra gli alberi ed il tappeto di foglie autunnale di un bosco della bassa Sassonia.

Immagina di avere un conto in banca sul quale ogni mattina vengono accreditati 86.400 €.

Ogni sera la banca cancella da quello stesso conto qualsiasi cifra non sia stata spesa durante la giornata.

Cosa faresti con 86.400 €  giornalieri? Li spenderesti tutti fino all’ultimo centesimo?

In realtà tu già disponi di un conto simile; si chiama tempo.

Ogni giorno ti vengono accreditati 86.400 secondi.

A mezzanotte in punto puoi considerare perso qualsiasi ammontare non investito saggiamente durante la giornata.

Non puoi andare in rosso e non puoi accumulare tempo. Non puoi chiedere anticipi né dilazioni.

Devi vivere il presente.

Investi tutti i tuoi 86.400 secondi in salute, felicità e successo.

L’orologio non si ferma mai ... Non sprecare il tuo tempo!

Passare una notte con disturbi intestinali, sete ed  insonnia dopo una piacevole serata in pizzeria, è cronaca di un numero sempre più crescente di persone di ogni età.

Una buona pizza per essere tale non deve procurare sete e non deve essere indigesta.

Purtroppo sempre più spesso mangiamo pizze preparate con farine troppo ricche di proteine, glutine, amido resistente,  “resistente” perché non digerito dagli enzimi digestivi dell’intestino tenue, con additivi e stabilizzanti.

Farine per pizze con il 20-30% di farina Manitoba, con elevato contenuto di proteine e di glutine ... Da evitare.

 

NO ALLA FARINA MANITOBA

Vengono utilizzate farine molto forti (w da 280 a 420). Con queste farine la pizza è un concentrato di glutine, che forma un impasto robusto in grado di "reggere" pomodoro e mozzarella oppure altri ingredienti.
Se il tempo della lievitazione non è adeguato durante la cottura ad alte temperature si ha la reazione di Maillard con formazione di proteine glicate: Unione di glucosio con un aminoacido delle proteine delle farine. Le proteine glicate sono molecole aggressive contro le pareti intestinali e, se assorbite nel sangue, possono danneggiare il sistema vascolare e la matrice extra cellulare. 

Inoltre nella pizza è presente l’amido resistente.

Le farine per lo più usate dai pizzaioli (non tutti però, onore e merito ai veri pizzaioli) possono risultare non compatibili con il nostro intestino.

Le parti della pizza che non vengono digerite nel tenue transitano nel colon, dove vengono "mangiate" da miliardi di batteri con produzione di gas (meteorismo), con comparsa di disturbi intestinali.

Inoltre si ha un richiamo di acqua dal sangue all'interno dell'intestino con comparsa di sete prolungata nella notte.
Una pizza pesa 150 g (base) con una dose di carboidrati attorno a 90 g circa, in grado di far salire la glicemia dopo averla mangiata, con secrezione di insulina. Contiene circa 20 grammi di proteine.

Gli ingredienti usati sulla pizza condizionano la sua qualità alimentare. Esistono mozzarelle ottenute con latte in polvere, con dosi elevate di furosina, molecola aggressiva contro i villi intestinali e tessuto connettivo corporeo. Se la pizza non ha farine e ingredienti adeguati è un alimento in grado di compromettere igiene e benessere intestinale come pochi altri alimenti. Consiglio di limitare il consumo di pizza in esercizi commerciali di passaggio (stazioni, aeroporti, self-service).

Secondo lo studio il consumo di dolci può aiutare a migliorare le abitudini sul controllo alimentare

Sembra un paradosso, ma mangiare cibi dolci potrebbe aiutare a rimanere in forma ed a non ingrassare. Uno studio della Georgia State University (Usa), pubblicato sulla rivista Hippocampus, ha scoperto che i cibi dolci inducono il cervello a formare la memoria di un pasto e, questa, può aiutare a migliorare le abitudini sul controllo alimentare. I dolci, secondo i ricercatori, attiverebbero i neuroni dell'ippocampo dorsale, che è la parte del cervello fondamentale per la memoria episodica. Si tratta di quella memoria degli eventi autobiografici vissuti in un determinato momento e luogo.

“Crediamo che la memoria episodica possa essere utilizzata per controllare il comportamento alimentare”, ha detto Marise Parent, una delle autrici dello studio. La letteratura scientifica è ricca di ricerche che hanno dimostrato come, aumentando gli spuntini, aumenta anche il rischio obesità. Secondo i ricercatori, quindi, si dovrebbe intervenire su come il cervello controlla la frequenza dei pasti.

Nel nuovo studio, un pasto costituito da una soluzione zuccherata, saccarosio o saccarina, ha aumentato l'espressione della plasticità sinaptica nei neuroni dell'ippocampo dorsale dei topi. La plasticità sinaptica è fondamentale per la creazione dei ricordi. Questo significa che alimenti zuccherati possono aiutare a formare memorie, "ricordando" al cervello di avere un maggior controllo sulle abitudini alimentari.